Intervento di Nino Santomarco su Biennale Sant'Agata

Era la primavera del 1979 quando nacque in alcuni amici il desiderio di fondare una corrente artistica denominata “Carasicilia”, che consentisse, attraverso mostre, conferenze, dibattiti, di portare avanti un progetto quanto mai ambizioso: quello di valorizzare la zona dei Nebrodi, ricca di storia, di opere d’arte e splendida nel suo paesaggio.

Relazione sulla Biennale e Pinacoteca

Aderirono a questa iniziativa il pittore Giambecchina, Nuccio Lo Castro, Angelo Restifo, il sottoscritto e John Piching, che intanto si era trasferito dall’Inghilterra a Militello Rosmarino. Fu quello di “Carasicilia”, un punto di partenza verso traguardi più lontani e più importanti. Lo scopo principale del sottoscritto era quello di convogliare a Sant’Agata Militello i più grandi artisti dell’arte contemporanea, invitandoli a partecipare a una grande mostra a cadenza biennale; realizzare cioè una rassegna che fosse un documento illuminante dell’arte contemporanea italiana, del suo ampio spettro e tendenze di orientamento, ma che assicurasse al tempo stesso la presenza di personalità già affermate e di quelle cui critica e mercato garantissero riconoscimenti  concordi. L’iniziativa sarebbe servita anche a stimolare le idee dei pittori della zona, mettendoli a contatto con esperienze e culture diverse, a coinvolgere i cittadini di tutto un comprensorio ed a creare nel tempo, con le opere premiate di proprietà del Comune, una pinacoteca che contribuisse a fare della città di Sant’Agata Militello uno dei centri d’interesse del mondo artistico-culturale nazionale.
L’idea della Biennale d’arte rimase per lunghi anni dentro di me, quasi in letargo, ma sempre pronta a svegliarsi qualora si presentasse l’occasione. Solo nell’estate del 1986 l’idea fu attenzionata prima con una certa diffidenza, poi con curiosità , infine fu condivisa con entusiasmo dagli amministratori santagatesi del tempo, ed in modo particolare dall’assessore Gaetano Brancatelli e dal sindaco Alfredo Vicari. Fu cosi che, sotto la direzione artistica dei critici d’arte  Albano Rossi e Dino Ales, il 3 ottobre del 1987 fu varata la prima edizione della Biennale d’arte , alla quale parteciparono cento artisti provenienti da ogni parte d’Italia: i rappresentanti cioè delle più vitali tendenze dell’arte contemporanea. L’impegno assunto dall’amministrazione comunale e dall’organizzazione affidata alla pro-loco, è stato ripagato con un successo che è andato oltre i confini dell’Isola. 
Alla prima seguirono altre tre ediziono. Nella seconda, direttori artistici Albano Rossi e Giovanni Cappuzzo, furono coinvolti anche alcuni artisti santagatesi:  Giuseppe Coci, Pietro Cordici, Ettore Maria Merlino, John Picking e Nino Santomarco, selezionati dal critico milanese Raffaele De Grata.
Mi piace soffermarmi sulla terza edizione, curata da Giovanni Bonanno, alla quale diedi il mio contributo sia come ideatore dell’evento, sia come assessore ai beni culturali: Fu organizzato in seno alla Biennale un omaggio ad Emilio Greco con cui ebbi la fortuna di relazionarmi più volte per concordare la sua partecipazione. Fu allestita una sezione delle sue opere, 41 preziose incisioni, 4 delle quali oggi fanno parte della Pinacoteca Comunale. Mi piace ricordare una vicenda che mi ha raccontato allora :“  Per i giovani della mia generazione esporre opere d’arte  si limitava a qualche rara mostra sindacale. Delle opere esposte non se ne vendeva alcuna; e una volta che mancò un disegno, fummo tutti contenti che qualcuno lo avesse rubato, forse per amore per l’arte”. 
 In quella terza edizione parteciparono artisti di grande prestigio: Bardi, Bodini, Bonanno, Caruso, Ciminaghi, Frangi, Gauli, Giulietti, Guccione, Marino,  Migneco, Milluzzo, Nocera, Pecoraino, Piazza, Sirotti, Spinosa, Vitali.
La quarta, curata da Aldo Casanova, fu l’ultima edizione: vi parteciparono 73 artisti di varie tendenze, Vi parteciparono anche 18 artisti del nostro territorio e fu reso un omaggio al pittore Tano Santoro. 
Un’altra Rassegna  infine, da citare è “Settembre Arte”, e sul modello delle passate edizioni delle Biennale, alcuni scultori lasciarono al Comune delle opere che costituirono l’arredo urbano della villa “Falcone e Borsellino” sul lungomare della città. Un Museo a cielo aperto trascurato da tutte le amministrazioni che seguirono. Oggi alcune sculture, in particolare quella di Simon Benetton appaiono alquanto deteriorate e necessitano di urgente restauro.
Ma, come dicevo prima, uno degli scopi principale delle varie edizioni delle Biennali d’arte era quello di realizzare, con le opere donate dagli , una Pinacoteca Comunale. 
Per raggiungere tale scopo era necessario che l’iniziativa partisse dall’amministrazione comunale.
A gennaio del 2010 il Sindaco della città Bruno Mancuso nomina Nino Santomarco  consulente per la Pinacoteca e per le attività culturali di Sant’Agata Militello. Era la svolta decisiva per arrivare alla tanto sospirata Pinacoteca d’Arte. 
Il 30 dicembre 2010, grazie anche ad un contributo regionale è stata inaugurata , nei locali del Castello Gallego la Pinacoteca D’Arte Contemporanea dedicata allo scultore Nino Franchina, che raccoglie 80 opere provenienti dalle varie edizioni della Biennale oltre ad una donazione del pittore Tano Santoro. 
Una città, una comunità pur piccola, che promuove e organizza attività che sostengono l’arte in tutte le suo forme e nei suoi molteplici aspetti è una società civile e come scrisse Consolo in relazione alla terza Biennale d’arte “ogni mostra, ogni quadro di ogni verissimo pittore che nella mostra espone, crediamo che rappresenti per il paese, per i suoi giovani principalmente, l’occasione per vedere e per capire: cos’è la pittura, l’arte, questa nobile, necessaria attività dell’uomo che le acque velenose e tempestose del nostro tempi tremendamente minacciano.    Grazie.

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